La rete per la città possibile nello Statuto della C.P. di Torino
Estratto dello Statuto della Città Possibile di Torino registrato presso
l'Ufficio Registro Atti Privati di Torino il 17 ottobre 1996, n. 8577.
Principi
Art. 1 - "LA CITTà POSSIBILE" è una associazione educativa e culturale senza fini di lucro che si ispira al principio laico della tolleranza ed agli ideali della democrazia, interpretati alla luce dei valori della solidarietà e della giustizia sociale.
Art. 2 - Sul piano ideale e culturale l'Associazione si riconosce con quanti si impegnano per:
un equilibrato rapporto tra l'uomo e la natura, la tutela dell'ambiente e della salute umana, delle risorse naturali, del patrimonio storico e culturale, del territorio e del paesaggio
forme di sviluppo economico-sociale e stili di vita orientati in senso ecologico e ispirati ai principi della cooperazione e della non violenza tra gli uomini, i popoli, le culture
una cultura della responsabilità civile e della partecipazione attiva alla vita sociale e politica.
Finalità ed obiettivi
Art.
3 - LA CITTà POSSIBILE individua nel degrado dell'ambiente urbano e nella crisi del tessuto comunitario l'espressione più compiuta e visibile del disagio sociale e del malessere individuale attuali, nonché l'origine del diffuso senso di insicurezza e dei gravi pericoli per la salute e l'integrità fisica che segnano le nostre città.
Individua inoltre nell'abbandono del patrimonio storico e culturale la rinuncia a costruire valori ed identità di riferimento per i cittadini di oggi e di domani.
Il prezzo più alto in termini di cattiva qualità della vita e di isolamento sociale viene pagato dai soggetti più deboli: i minori, gli handicappati, gli anziani.
Riqualificare la città, riprogettandone spazi, strutture e funzioni, è la prospettiva su cui si misurano le politiche nazionali, i programmi delle amministrazioni locali, le scelte dei diversi soggetti che influiscono sugli assetti urbani, le culture e i comportamenti dei cittadini.
L'intervento sulla organizzazione e sulla qualità urbana costituisce:
il punto di partenza per una risposta complessiva al malessere urbano
la condizione per ricostruire su basi reali un positivo senso di appartenenza comunitaria e di identità cittadina
una occasione per mobilitare le risorse della società civile e la partecipazione attiva dei cittadini in forme nuove e diffuse di autogestione e volontariato.
Art. 4 - LA CITTà POSSIBILE fa riferimento ai principi
dell'ecologia urbana e ai programmi di sviluppo sociale urbano che sono
attuati in diversi paesi europei e sollecitati dalle istituzioni
comunitarie. Il concetto alla base dell'ecologia urbana è che l'ambiente
di vita deve essere più ricco possibile di attività, di natura, di
interscambio, di contatti tra i gruppi, le generazioni e le culture.
Tecniche ormai collaudate consentono di aumentare la sicurezza e la
qualità ambientale nelle strade, ricondotte ad una convivenza pacifica
di auto e pedoni.Il verde viene introdotto massicciamente nelle vie, nei
cortili condominiali e delle scuole. Aree per il gioco e l'incontro sono
allestite nell'ambiente di vicinato. Gli interventi prevedono il
coinvolgimento degli abitanti, sono connessi con programmi di
prevenzione e sviluppo sociale e professionale e con piani di
dinamizzazione economica a livello locale.
Art. 5 - L'azione dell'Associazione nei confronti delle istituzioni e dei diversi ambienti professionali ha per scopo di contribuire a:
rinnovare la cultura, le norme e le pratiche urbanistiche basate sugli "standard" e sulla "zonizzazione" per aree omogene che ancora caratterizzano la pianificazione nel nostro paese
favorire l'uso misto dello spazio urbano (attività economiche, servizi, residenza, mobilità, relazioni sociali,...) e contenere la mercificazione della città dovuta alla logica speculativa
reintrodurre la natura in città
aggiornare la pianificazione del traffico alla luce delle tecniche di "moderazione del traffico" praticate in Europa
progettare spazi, attrezzature e architetture di qualità
tutelare e valorizzare il patrimonio architettonico, storico e culturale quale elemento fondamentale della qualità e dell'identità urbana
definire ruoli, servizi e prodotti dei diversi livelli istituzionali per una politica integrata della qualità urbana.
Art. 6 - Sul piano dell'azione sociale, culturale e formativa l'Associazione:
si impegna per affermare e diffondere tra i cittadini una educazione ambientale riferita alla dimensione ecologico-sociale della città e praticata in termini di cittadinanza attiva
richiede che i diversi livelli istituzionali attuino una sistematica azione di comunicazione e di attivazione sociale per mettere i cittadini in condizione di conoscere meglio i numerosi e gravi problemi della città , di partecipare alla ricerca delle soluzioni dialogando con le istituzioni e di assumere responsabilità in una logica di cooperazione;
intende contribuire al rinnovamento della formazione professionale delle diverse figure interessate alla progettazione, realizzazione e gestione degli spazi urbani.
Attività e iniziative
Art. 7 - LA CITTà POSSIBILE si impegna in un'azione di comunicazione, animazione e attivazione sociale nell'intento di accrescere le conoscenze e le competenze operative di tutti i protagonisti della città: i responsabili politici e tecnici, i diversi ambienti professionali, la scuola, la formazione professionale, l'università, il mondo dell'informazione, le associazioni e i gruppi locali di iniziativa, i singoli cittadini.
In particolare LA CITTà POSSIBILE:
promuove e sostiene:
la formazione di gruppi sociali di auto-aiuto nei quartieri e nelle realtà locali;
le iniziative di associazioni e gruppi di cittadini per la progettazione, realizzazione, manutenzione ed animazione di spazi verdi di vicinato, la realizzazione di aree-gioco, di cortili verdi condominiali e di giardini familiari, il miglioramento dell'abitabilità delle residenze, la sistemazione di cortili scolastici, la rivendicazione di interventi di moderazione del traffico, di vie residenziali, di percorsi ciclabili,...
progetta e realizza in proprio e per conto di istituzioni pubbliche ed altri organismi:
campagne di sensibilizzazione e di informazione,
programmi di progettazione partecipata di spazi urbani,
mostre, audiovisivi, testi e materiali di documentazione vari,
attività di formazione e viaggi di studio in Italia e all'estero per tecnici, amministratori locali, educatori, formatori, operatori sociali e culturali, animatori e responsabili associativi
attività di studio, ricerca, progettazione e assistenza tecnica per iniziative locali,
seminari e convegni a carattere locale, nazionale ed
internazionale,
concorsi di idee nelle scuole e con le associazioni
azioni di animazione diverse e cantieri di lavoro per far partecipare i bambini, i giovani e gli adulti alla trasformazione del loro ambiente di vita quotidiano (manutenzione del verde e dell'arredo urbano, azioni di pulizia, realizzazioni di "arte urbana",
murales,...)
intrattiene relazioni di scambio e cooperazione con enti pubblici, associazioni, cooperative e società di progettazione, enti ed organismi di studio, ricerca e formazione che si occupano dei problemi della città e della vita urbana sotto i diversi aspetti sociali, culturali, educativi, ambientali, urbanistici, economici, della sicurezza e della salute, allo scopo di accedere alle più qualificate acquisizioni ed esperienze realizzate in ambito nazionale e internazionale, nonché di trasmettere le proprie. I rapporti di scambio e cooperazione a carattere continuativo sono di regola definiti e formalizzati attraverso una convenzione.
Art. 8 - LA CITTà POSSIBILE intende stabilire una relazione di continuità e coerenza tra la sua azione culturale e di animazione sociale e la realizzazione di effettive sistemazioni urbane, a partire dal decisivo momento della progettazione tecnico-professionale.
Art. 9 - LA CITTà POSSIBILE opera come una organizzazione di aiuto all'auto-aiuto: raccoglie competenze ed esperienze diverse e le mette al servizio di cittadini singoli, di gruppi ed associazioni locali perché si sviluppino attività e forme partecipative di vicinato finalizzate a migliorare, gestire e animare gli spazi urbani e le relazioni sociali nell' ambiente di vita quotidiano.
LA CITTà POSSIBILE di Torino promuove e sostiene la costituzione di associazioni simili per finalità ed organizzazione in altre città e regioni e stabilisce accordi formali con altre associazioni già esistenti con l'intento di costituire una "RETE" di organizzazioni collegate e cooperanti in materia di ecologia urbana.
[...]
Art. 14 - Associazioni, comitati, gruppi organizzati di cittadini, cooperative ed organizzazioni di volontariato, enti locali ed altre istituzioni pubbliche che condividano le finalità dell'Associazione ed intendano avvalersi delle sue esperienze e dei servizi da essa organizzati (informazione, documentazione, consulenza, formazione) possono aderire o collegarsi stabilmente alla "RETE PER LA CITTà POSSIBILE", promossa e coordinata da LA CITTà POSSIBILE di Torino, attraverso Accordi di Partecipazione sottoposti alla approvazione del Consiglio Direttivo della stessa.
Le organizzazioni aderenti o collegate, nelle forme e alle condizioni di volta in volta stabilite nei singoli Accordi, ricevono da LA CITTà POSSIBILE di Torino un supporto di informazione e documentazione, consulenza e formazione e possono avvalersi della denominazione "Aderente alla RETE PER LA CITTà POSSIBILE".
Successivi sviluppi potranno dare vita ad una vera e propria associazione di associazioni regolata da apposita normativa sociale.
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* Estratto dello statuto registrato presso l'Ufficio Registro Atti Privati di Torino il 17 ottobre 1996, n. 8577. La città possibile ha realizzato iniziative in materia di qualità urbana e di partecipazione fin dal 1988, sotto forma di associazione con finalità educative di ordine generale. Nel 1996 il nuovo statuto la caratterizza come organizzazione specializzata sui temi dell'ecologia urbana, impegnata a promuovere una rete di associazioni locali diffusa a scala nazionale.